La Storia - Club Nazionale Fuoristrada

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Il Club
 
 

Sono passati più di 40 anni, esattamente il 14 dicembre 1969, veniva costituito con atto notarile il "Club Nazionale Veicoli Fuoristrada" su iniziativa di diciannove soci fondatori; il primo Club del genere in Italia.
Già da tempo infatti alcuni appassionati si erano accorti che determinati mezzi, nati per utilizzo militare, potevano essere fonte di divertimento se usati per esaltanti sfide su terreni naturali.
Maturò quindi l'idea di fondare un club fuoristradistico italiano che radunasse tutti gli amanti del 4X4 in un'unica grande associazione: da qui l'appellativo "Nazionale".
Sotto la guida di Edo Ansaloni, primo presidente (aveva utilizzato la Jeep anche per il viaggio di nozze), iniziò l'attività sociale del Club Nazionale Fuoristrada; le vetture dell'epoca erano le mitiche Jeep MB, M 38, Fiat Campagnola, Alfa Matta, Land Rover, Volskswagen. Ovviamente i percorsi privilegiavano le valli dell'Appennino tosco-emiliano, e in particolare la valle dell'Idice, dove avvenne la prima gita sociale il 18 gennaio 1970.
Il 2 maggio 1970 veniva organizzata la prima gara di fuoristrada in Italia a Monterenzio (Bologna), utilizzando il circuito per motocross del Monte delle Formiche parteciparono una ventina di concorrenti e vincitore fu Edo Ansaloni al volante della sua Jeep.
Seguirono poi le prime gare di regolarità e il 15 febbraio 1971 il primo trofeo internazionale, quindi il 14 novembre dello stesso anno veniva inaugurato l'allora unico percorso permanente per fuoristrada, dotato anche della "fossa dei serpenti" costituita da decine di vecchi pneumatici da superare (per chi ci riusciva!), un'idea di derivazione off-road USA.
Già allora si era disponibili per interventi in caso di calamità naturale, quando di protezione civile ancora nessuno parlava, almeno in Italia.
Sulla scia dei Club Nazionale Fuoristrada, intanto, cominciavano a sorgere altre associazioni in varie città italiane, alcune ancora oggi in attività, quali il Cross Car di Torino, il Genova Fuoristrada, il Panzer Club di Prato, lo Sport Club Maggiora, e il Club Nazionale Fuoristrada aumentava le delegazioni di suoi associati nelle varie città dell'Emilia Romagna. Caratteristica del primo decennio sociale infatti era stata un'impronta decisamente sportiva e corsaiola, con effettuazione di gare di alta mobilità e di regolarità non propriamente alla portata di tutti.
Nel frattempo sulle strade italiane si incominciavano a notare vetture dai nomi strani quali Gaz, Puch, Toyota, Munga ecc. fino alle sofisticate e comode Range Rover.

Il 20 ottobre 1973 al palazzo dei Congressi di Stresa il Club Nazionale Fuoristrada entrava a far parte della F.I.F (Federazione Italiana Fuoristrada) sorta l'anno precedente e ne assumeva la presidenza con l'elezione di Edo Ansaloni.
In quella occasione avveniva anche lo scambio delle consegne, al vertice della nostra associazione, con la nomina di Beppe Gordini a presidente.
E' da notare che Edo Ansaloni si rivolse a Beppe Gordini chiedendogli di accettare la presidenza del Club Nazionale Fuoristrada temporaneamente per un anno (tempo utile per riposare). Gordini temporaneamente è ancora presidente... Nel corso degli anni '80, oltre alla consueta organizzazione di raduni e gare, iniziarono ad essere svolte anche attività diverse, tra le quali ad esempio il trasporto di cibo per animali selvatici (caprioli, daini ecc.) durante i mesi invernali, l'assistenza con ponti radio a manifestazioni sportive, il ripristino di vecchie mulattiere rese impraticabili dalla crescita della vegetazione, la disponibilità per il trasporto di alpini anziani o invalidi durante la sfilata nazionale che annualmente viene svolta.

 

Molti di questi e altri impegni sono a tutt'oggi un appuntamento fisso nei programmi del Club. Caratteristica fondamentale e irrinunciabile è poi la favolosa cucina da campo.
Fin dagli albori del CNF infatti, ogni manifestazione aveva una tappa obbligata, che coincideva con una delle tanta trattorie sparse qua e là sulle colline. Quando però il percorso scelto era particolarmente lontano da una di queste "prove speciali", la situazione diventava drammatica. Ovvio quindi che se la montagna non va a Maometto ... bisognava portarsi dietro una ... trattoria.
Venne quindi ricondizionata una vecchia cucina da campo, naturalmente ex militare come le vetture, e da qui si aprì una delle pagine più interessanti della nostra associazione. Pare infatti che molti partecipanti ai raduni siano più interessati alla presenza della cucina che ai luoghi che si vanno a toccare.

 

Recentemente questo pilastro è stato completamente rinnovato con l'allestimento dì una cucina più moderna, di provenienza USA, ma la vecchia, gloriosa 125 è ancora presente, pronta a espletare il suo servizio.
Gli anni novanta hanno visto continuare l'attività del CNF con il collaudato, e dai Soci apprezzato, calendario di incontri mensili, svolto con l'effettuazione sia dei tradizionali raduni guidati, ovvero in colonna, sia con la novità di quelli con road-book, in cui ciascun partecipante deve seguire il percorso segnato sulla mappa che riceve alla partenza e può percorrere il tracciato previsto alla media che più gli aggrada, svincolato dagli altri.
A questi tipi di manifestazioni se ne sono poi aggiunte altre con diversi connotati, come ad esempio "alla ricerca del timbro perduto", una specie di caccia al tesoro che si svolge in un immenso campo di prove per carri armati, o ancora il "mastar" (in bolognese, non in inglese), un insieme di varie prove di abilità dove non si deve usare solamente la vettura 4x4.
Senza mai perdere la caratteristica delle proprie origini, il CNF durante l'ultimo decennio è diventato nell'ambito delle gare in fuoristrada, e particolarmente nel Trial 4 x 4, sempre più un punto di riferimento sia come organizzatore delle più selettive e spettacolari gare valevoli per i campionati regionali e nazionali, sia per i risultati ottenuti dai suoi soci che hanno ripetutamente vinto in tutte le tre classi della più fuoristradistica tra le specialità sportive in 4 x 4.
Negli ultimissimi anni, inoltre, il CNF ha anche organizzato prove di Challange valevoli per il Campionato Italiano di Regolarità 4x4 by FIF, che sono state unanimemente considerate un vero successo come numero di partecipanti e come capacità organizzativa.
Gli anni novanta hanno comunque visto un progressivo accrescimento delle complessità organizzativi per lo svolgimento dell'attività del Club, sia per quella di tipo radunistico che quella sportiva. Ciò è dovuto alle sempre maggiori attenzioni rivolte alla tutela del patrimonio ambientale, nonché alla scrupolosa osservanza delle normative che ormai condizionano l'attività fuoristradistica in tutte le sue fasi.

Come previsto dallo Statuto, il Consiglio Direttivo è composto da 10 soci eletti ogni quattro anni; a questi si affianca lo staff della cucina da campo quando viene utilizzata.
L'attività del Club riceve poi un valido supporto dalla collaborazione di molti soci abitanti nei comuni limitrofi a Bologna che prestano il loro prezioso aiuto in occasione di manifestazioni che si svolgono nelle loro zone.


DA ALLORA TANTE COSE SONO CAMBIATE MA UNA SOLA E’ RIMASTA INVARIATA...
IL NOSTRO PRESIDENTE GIUSEPPE GORDINI
!



Il segreto del CNF?

E' nello spirito che animò i fondatori nel 1969, che ancora oggi rimane immutato in coloro che proseguono sulla traccia iniziale:
fare le cose seriamente, ma non prendendosi troppo sul serio!



 
 
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